lunedì 23 novembre 2009

quando valeria scopre che il testo più lungo della storia le piace da morire

1 per il sesso 2 per la cicogna
3 per il ruscello 4 per la fogna
io sono l'MC il cerimoniere
sono la metresse
sono il pasticcere
giova a me jova a te jova a tutti quelli che
ci vogliono stare dentro
alla periferia di nessun centro
sono a metà strada nella selva oscura
1 per la tecnica, 2 per la natura
cerco il mio virgilio
morto di overdose
cerco la beatrice ma oggi ha le sue cose
cica cica bum ho una cicatrice
sembra un tatuaggio sai che cosa dice
fin qui tutto bene quindi procediamo
1 per il pesce, 2 per l'amo
sono il pescatore a mia volta pescato
sono il peccatore e sono il peccato
chi inventò il dubbio che gli spaccò il culo
si sta così bene quando si é al sicuro
faccia sotto al sole verità in tasca
come un pesce d'allevamento dentro una vasca
crescere é un problema disse il bonsai
il baobab rispose accontentati di quello che hai
chissà perché rispose il piccoletto
sono sempre i grandi a fare il pistolotto
uno per il baobab due per il bonsai
tre per chi sempre quattro per chi mai
jova a me jova a te giova a tutti quelli che
ci voglion stare dentro
cica cica bum altra cicatrice
sembra un tatuaggio sai che cosa dice
fin qui tutto bene quindi andiamo avanti
uno per chi pochi due per chi tanti
date al diavolo un bimbo per cena uno due tre ragazzini
date al diavolo un bimbo per cena dieci cento mille bambini
luce stroboscopica lampada di wood
verbi irregolari understand understood
danze figurate marce militari
uno per la polvere due per gli altari
io sono una piazza io sono una strada
io sono il cavallo io sono la biada
io sono nessuno tranne per qualcuno
e traun pasto e l'altro, per protesta digiuno
onda dopo onda cambio il mio contorno
io sono la pizza io sono il forno
troppa pastasciutta mi può strangolare
troppa informazione mi fa sragionare
troppa libertà mi ha fatto inceppare
troppa verità mi ha fatto impazzire
io sono clark kent, sono superman
ho i superpoteri quanto parte la jam
il mondo é la mia casa il cielo é il mio tetto
ho perso le chiavi sto qui fuori e aspetto
guardo dentro al buco pezzi di nirvana
fuggo da un eterno finesettimana
uno per lo yoga due per la scintilla
tre per l'antibiotico quattro per la villa
giova a me jova a te giova a tutti quelli che
credo in un solo dio madre onnipotente
creatore di chi crede e di chi non é credente
uno per l'oriente due per l'occidente
tre per il messaggio quattro per il mittente
niente più carezze disse il bagnasciuga
grattami la schiena disse la tartaruga
ho il mio cucchiaino io per travasare il mare
fin qui tutto bene posso continuare
ho una cicatrice sembra un tatuaggio
sai che cosa dice avanti coraggio!!!! jova a me jova a te
alla periferia del centro commerciale
alla periferia della periferia del mondo occidentale
alla periferia del genere musicale
alla periferia del circolo polare artico
alla periferia del mondo celtico dell'equatore
del meridiano zero alla periferia del planisfero
alla periferia delle autostrade delle foreste delle contrade
alla periferia della sinistra e della destra
alla periferia del davanzale della mia finestra
alla periferia degli stati delle nazioni
al centro delle sensazioni e delle emozioni
alla periferia del vento alla periferia dell'uomo del momento
alla periferia dell'intervento
alla periferia della contemplazione
al centro della sensazione dell'emozione
datemi un catalogo di tutto ciò che esiste
le cose viste e quelle non viste
il ritmo é politico convoglia i movimenti
pensieri di sostegno sennò digrigno i denti
io sono pinocchio mi si allunga il naso
sono come un'anatra nuoto dentro al caso
e prego non perché dio esiste ma perché dio esista
se non vedi l'ora vai dall'oculista
il mondo sta cambiando in questo non é mai cambiato
guardami un secondo sono già invecchiato
plastica facciale assicurazione
1 per il cuore 2 per la ragione
sole e luna bionda e bruna
fila di cammelli davanti alla cruna
tutti in paradiso chi bene chi male
solo certi ricchi in paradiso fiscale
cica cica bum ho una cicatrice
sembra un tatuaggio sai che cosa dice
il mondo é una domanda aspetta una risposta
ogni luogo é un divieto di sosta
l'equibrio statico é un calcolo dinamico
eccoti un coltello cazzo non ha il manico
quindi stai attento che puoi farti male
ho una conoscenza dimmi quanto vale
sono un chacchierone santa inquisizione
giudicami eretico mettimi in prigione
martiri del rap vivi per miracolo
come un cavallo io salto l'ostacolo
fino a che l'ostacolo é più alto di me
in questo caso incolperò te
seni in silicone maschere di fango
fa una grande ombra l'albero di mango
sono omologato son colonizzato
ma se ti avvicini puoi sentire il mio fiato
tutta roba vera pane e companatico
sono calamita zero elettrostatico
c'era sergent pepper io stavo nascendo
un capolavoro sai che cosa intendo
un giorno nella rete io c'ho incontarto un pesce
subito mi ha detto tu sai come s'esce
gli ho risposto no forse lo sai tu
e ci siamo messi a guardare la TV
chi conosce il mare lo sa rispettare
molti marinai non sanno nuotare
chi conosce il ritmo sa che il tempo vola
va più veloce di una bollicina nella coca cola
se io fossi eletto già nel primo mese
fonderei il ministero delle sorprese
tutte positive naturalmente
é il tuo compleanno improvvisamente
son l'ambasciatore di un posto migliore
sono il diplomatico del rumore
ministro delle poste e comunciazioni
buono tra i cattivi cattivo tra i buoni
ho una cicatrice resta sempre aperta
come la legge di domanda e d'offerta
dici tutto bene non ti preoccupare
ma ti vedo strana e non so che fare
1 per il letto due per il calore
3 per la forchetta 4 per l'amore
sono fatte di lacrime l'entrata e l'uscita
sono innamorato questa si che é vita
sentirò sto pezzo nel 2039
settantatre anni sarò chissà dove
mi prenderò a schiaffi se non sarò vivo
1 per chi ascolta 2 per chi scrivo
hai sentito un chack pronti tutti in scena
colazione e pranzo pomeriggio e cena
il senso della vita forse so qual'é
ora non ricordo ma io so che c'è
sta da qualche parte forse sotto a un sasso
anzi se lo trovi passalo qui in basso
1 per il ritmo 2 per la parola
3 per la strada 4 per la scuola
5 per chi insegna 6 per chi impara
7 per chi gioca 8 per chi bara
sono a metà strada nella selva oscura
uno per la tecnica due per la natura
date al diavolo un bimbo per cena
la parola fiore non ha nessun odore
la parola ritmo non ti fa ballare
vivere la vita fino ad ubriacarsi
essere presenti fino ad annullarsi
la parola magica é sempre la stessa
sim sala bim cara principessa
sono un italiano buongiorno buonasera
giro per il mondo esporto primavera
1 per l'inizio due per la fine
4 per il vento che passa sul confine
stemmi di famiglia impronte digitali
mappe del genoma feste parrocchiali
lame di machete code di comete
cibo per chi ha fame acqua per chi ha sete
amico per denaro denaro per amico
giacche da un milione foglie di fico
guarda l'orizzonte sembra verticale
guarda la mia faccia sembra carnevale
sovrannaturale piatto regionale
1 per la pasqua 2 per il natale
calorie in eccesso beta carotene
lecca quel gelato tra un secondo viene
quanta vita elettrica passa in questi cavi
partono per marte le nostre astronavi
si mangia e poi si vomita nelle ville patrizie
chissà che vita c'è fuori dalle notizie
hanno ucciso il re regna la sua corte
1 per il calcolo 2 per la sorte
porte sbarrate sacchi di sabbia
ci sta una tigre che é scappata dalla gabbia
tutto prevedibile anche l'incertezza
1 per il pugno 2 per la carezza
hote motel holiday inn
c'é molta violenza chiusa dentro ai cuori
quasi come quella che ci sta di fuori
l'esagramma quattro muta in ventisei
io sono la musica io sono il deejay
in fondo alla notte ci sta la mattina
arriva fino al mare l'acqua della piscina
io sono la forma sono il contenuto
io sono la bocca io sono lo sputo
io sono il vinile sono la puntina
io sono la presa e sono la spina
fontana di dolore albergo d'ira (petrarca)
scuola d'errori senti come gira
sopra questo ritmo mi ci spaparanzo
sono una scintilla sopra al fuoco danzo
sono peter parker sono spider man
volo tra i palazzi quando parte la jam
sono costantino di secondo nome
1 per il cosa 2 per il come
abito in collina sulla sugarhill
vendono i miei dischi anche all'autogrill
chica cica bum ho una cicatrice
sembra un tatuaggio sai che cosa dice
oggi tutto quadra apri quella porta
c'è una ciliegina sopra la mia torta
dioniso ed apollo sono i miei cugini
pippo ed eta beta sono miei padrini
1 per la fama 2 per la classifica
3 per la famiglia 4 per la critica
e chi pensa a me dai ci penso io
date al diavolo un figlio di dio
io sono le ossa io sono la pelle
e torno fuori a riveder le stelle
io sono un etrusco sono americano
vado verso ovest con il cuore in mano
il limbo é una danza é un luogo d'innocenti
é il fondale per fotografare le cantanti
mi batte il cuore forte forte forte
esplode in me la vita spalanca le sue porte
cica cica bum ho una cicatrice
sembra un tatuaggio sai che cosa dice
hai avuto culo in quell'incidente
ma non é detto che ti vada bene sempre
uno per il suono due per il vinile
3 per l'invenzione 4 per lo stile
guarda l'orizzonte disse il capo indiano
questo é il mio palazzo disse il sultano
io sono la zingara leggo la tua mano
o mio cavaliere portami lontano
cuore della tenebra mostrami l'orrore
cuore della luce mostrami l'amore
cuore del cocomero mostrami il sapore
cuore del computer mostrami il mio cuore (dovere)
erra sia chi sbaglia che chi é vagabondo
ma se io non erro non so com'é il mondo
se ci fossi il modo pagherei un milione
per ogni volta che mi eviti una dicisione
in meditazione medito la fuga
tanto prima o poi vince la tartaruga
per guardarsi dentro servono le tac
donale dei fiori ma che siano di bach
io sono shumaker dentro l'abitacolo
dammi un pò di ritmo che ti do spettacolo
il mondo é una jungla
io sono il dottor livingston
il mondo é un computer
io sono negroponte
se il mondo é da ballare
io sono fred astaire
e io sono keith jarret
se il mondo é un pianoforte
mi sono innamorato della vita
guardandola attraverso gli occhi dell'amore mio
così rotonda e così misteriosa
leggera profonda bellissima e paurosa
per niente pittoresca ne rassicurante
1 per l'orecchio 2 per il cantante
io sono una foglia attaccata a un ramo
prima di cadere ti dirò ti amo.

domenica 22 novembre 2009

i miei amici

I miei amici sono andati in Irlanda.
E io no.
Direi che questo post basta a se stesso, questa frase è autopoietica quasi, si riproduce uguale a se stessa. Ovvero produce amarezza, malinconia, invidia. Quanto ti rende brutto dentro l'invidia?
Va beh. forza amici, godetevi anche per me il posto più bello del mondo. L'angolo di universo più magico è vostro.
Verrà il giorno.
Buon viaggio, buon divertimento, buon ritorno

P.S. Per un po non sono riuscita a scrivere sul blog, e devo dire che mi sono piacevolmente resa conto che la cosa mi faceva sclerare! Ho bisogno di parlare con voi, ho bisogno di scrivere per voi. E questo è bene, per questo vi ringrazio.

lunedì 2 novembre 2009

questo post non parla di me, ne' di te

Cara persona che non esiste,
-credo tu non esista perchè in realtà sei tutti, stai dentro ognuno- sto facendo degli errori.
Sto facendo degli errori e vorrei riuscire a confessarteli, tutti, anche quelli che ho già fatto e quelli che so che farò. Vorrei confessarteli perchè sarebbe l'unico modo per smettere di farli, per provare a migliorarmi, se non altro venendo messa davanti ai miei difetti.
L'ammissione di un problema è il primo pgrande passo, quello definitivo, ma non è senso di colpa. Non è catarsi. E' richiesta di aiuto. E' richiesta di un giudizio che ti faccia sentire da qualcun'altro -che non sia te stesso- che stai sbagliando.
Io già lo so. E so anche che me lo diresti anche tu.
Quindi forse in effetti non ho poi così bisogno di te, cara persona che non esiste. Sei un po' in chiunque, cara persona, anche in me, perciò sarebbe banale sentirti parlare.
Non ho bisogno di te se no ti darei un'identità, una qualunque, che sarebbe anche veritiera in ogni caso. Ti darei un nome, una faccia.
Ma non lo faccio, non l'ho ancora fatto, perciò non ho ancora bisogno di te.
Sappi solo che sto facendo degli errori.
Ma non esisti ancora, finchè io non voglio farti esistere. Quindi forse, finchè non sai, non esistono nemmeno i miei errori.
Ciao caro amico che non esisti. Grazie di non esistere.
A presto.

lunedì 26 ottobre 2009

l'autunno, il nostro

Il tramonto dietro le montagne arriva alle quattro.
Eccolo, l'autunno.
Lo vedo ora, seduta sul piccolo pontile di un lago della valchiusella, tra colline che cambiano colore ad ogni sguardo.
Il silenzio è assoluto. Tutto è fermo, l'aria è fredda, e il sole così basso, negli occhi, fa male.
Il cielo è vuoto quest'oggi.
L'autunno è qua perchè alle quattro il sole già scende, ma la giornata è ancora serena. Questa luce si taglia tra le foglie per portare quaggiù un pò del loro colore. Si sacrifica per il loro colore.
Silenzio. Ogni tanto il verso lontano di un'anatra.
Ma questa luce non scalda.. Sembra quasi una strana notte.
Di fianco a me, seduto, mio nonno. Guardiamo nella stessa direzione, guardiamo la superficie dell'acqua.
Con lo sguardo malinconico e fisso del rinunciatario, lui. Di quei rinunciatari però cui non è concesso nemmeno il lusso della rabbia per non averci provato. Ci ha provato, lui, per tutta la primavera, per tutta l'estate, finchè le foglie stavano su, floride di clorofilla. Chissà se c'è riuscito.
Ora le foglie sono gialle, o rosse, nel migliore dei casi. Non riesco a capire se mi sembri profondamente sereno o immensamente triste.
Fissiamo l'acqua non cercando nulla. Solo scavando enormi buche. Gallerie nella mente, nella memoria. L'autunno è straordinario perchè ti fa fare questo. Te lo permette.
Eccolo, l'autunno.
Lo vedevo scendere sul suo volto, nei giochi di luci e ombre tra le rughe della sua fronte. Tra le rughe dei suoi occhi nebbiosi. Nei pochi capelli grigi, rade nuvole di una domenica pomeriggio di ottobre. Attende l'inverno ora lui, guardandosi indietro.
Nell'umido silenzio di questa luce discontinua e forte le nostre menti viaggiano.
Parallele.
-Ci ho provato. E ci sono riuscito.- vorrei che mi dicesse
-Ho portato un sacco di meravigliose foglie, all'autunno.
Lo so.
Aspettiamo insieme di veder cadere la prossima foglia.











(le dediche non sono il mio forte, forse questa persona di cui parlo ne è uscita male,da questo post. o forse no. comunque gli voglio bene,immensamente, anche se accettare il suo inverno è e sarà più difficile del vivere la mia primavera)

giovedì 22 ottobre 2009

le giornate grigie

Le giornate grigie le riconosco.
Sono quelle giornate in cui fa buio anche in casa, anche a mezzogiorno. E quando anche accendi la luce beh, fa più buio ancora, con la luce.
Le giornate grigie sono molto più straordinarie delle altre, perchè diventa tutto grigio, in quelle giornate grigie. Tutto dentro e fuori.
Supplichi una botta di vita, da qualcuno, da qualcosa in quelle giornate.
Ma nel frattempo queste giornate grigie sono talmente straordinarie che rendono grigio anche te. E te ne guardi bene,dalle botte di vita. Ben ben lontano dalla vita, mi raccomando. Fuggi.
Sul divano. Sulla sedia. A letto.
Le giornate grigie ti fanno scappare a casa.

mercoledì 21 ottobre 2009

limite

Era una giornata come tutte le altre, o per lo meno così sembrava.
Quella mattina Paul si svegliò con la ferma intenzione di cambiare la sua vita. Sono pensieri che a 15 anni vengono spesso, ma capii che stavolta faceva sul serio. Erano mesi che diceva che era stufo di sentir parlare di limiti, che non voleva più essere uno qualunque e passare giorno dopo giorno non vivendo, ma solo esistendo. Era da un po’ che diceva che avrebbe voluto diventare qualcuno, o anche solo avere uno scopo per cui vivere, non andando a scuola perché era normale che alla sua età lo facesse, o passando i suoi pomeriggi davanti all tv, sprecando il suo tempo come gli adolescenti pigri che spesso guardava con disprezzo.
Mi chiesi cosa lo avesse portato a queste riflessioni, la sua era una vita normale: scuola, amici il sabato sera, un fratello, una situazione economica agiata…E mi chiesi anche cosa avrebbe fatto. Mistero svelato quando disse che si era iscritto in una squadra di basket. Sua madre continuava a dire che alla sua età era tardi per cominciare, lei che era stata una campionessa lo sapeva bene, e che era facile a 15 anni farsi prendere dai sogni e rimanere delusi se non si riescono a realizzare. Arriverò in nazionale anche io raccontava Paul la sera agli amici tra una birra e l’altra. Io cercavo di impedirglielo, ma sapevo bene che Paul aveva una marcia in più degli altri quanto a forza di volontà. E se voleva una cosa la raggiungeva cominciando con l’abbattere i limiti mentali che diceva essere la vera rovina della nostra società. E così tutti i pomeriggi andava agli allenamenti con autobus così affollati che non gli era sempre facile prendere, con me, e arrivato a casa continuava a giocare in cortile: lui, il pallone ed io.
Quando non riusciva ad andare in palestra si allenava con i pesi a casa e intanto metteva su delle spalle invidiabili. L’allenatore diceva che aveva talento, e lui passò da riserva a titolare, dai campionati provinciali a quelli regionali, dai regionali ai nazionali. Lui, il pallone, ed io.
Era arrivato dove voleva e la sua prima partita in nazionale cadeva nel giorno del suo diciottesimo compleanno. Io lo guardavo, assistevo al momento più magico della sua vita.
Quando l’arbitro fischiò l’inizio della partita Paul mi guardò negli occhi e capì che diciotto anni prima eravamo nati insieme ma che solo uno di noi sarebbe morto quella sera. E quella sera lui avrebbe cominciato a vivere. Così mentre lui abbassava le braccia e cominciava a far girare le ruote della sua carrozzella io, il suo limite, capii di essere stato sconfitto.
E morii.
Lui, il pallone…e basta.

lunedì 19 ottobre 2009

il nasino di Mattia.


Mi distraggo un attimo e quando mi giro c'è Mattia per terra a pancia in su con le mani sulla faccia che singhiozza visibilmente, anche a dieci metri di distanza, da sotto i pali da cui io sto guardando la partita.
Mattia: Otto anni, corporatura media tendente al minuto, carino, biondino, intelligenza 10, creatività nel gioco 8, velocità 9, ambizioso, competitivo al massimo, agonistico. A volte mi sembra quasi cattivo, fa quasi paura. Esperienza di gioco, 7 allenamenti.
Gli vado incontro, di solito i bambini si lamentano per nulla.
-Alzati Matti dai che la squadra ha bisogno di te, siamo vicini alla meta, è nostra.
Toglie le mani dalla faccia, nulla. Si alza in lacrime e appena è in posizione verticale..fiumi di sangue dal naso. Rosso perso. A fiotti. Oh cazzo! Eh no Matti! No, no, smetti di piangere almeno, se non capisco più nulla nemmeno io. Il mio giocatore migliore, relazionando tempo di allenmaneti e risultati. Cazzo.
Usciamo dal campo, fazzoletti, acqua, acqua, fazzoletti, sangue, sangue, sangue. Non mi fa senso il sangue, ma avere le mani piene di sangue di un bambino devo dire che mi fa sentire davvero troppo comunista. Cazzate a parte, fa davvero impressione.
Dal campo arrivano di corsa Pietro, Elia e Alessandro.
Pietro:Otto anni, corporatura minuta,molto molto minuta, una specie di criceto, bellino,moro moro,intelligenza non lo so ma follia 10+, passa le partite a urlare in momenti casuali e gli allenamenti a fare la haka, non che a fare capriole cantando Hanno ucciso l'uomo ragno nel bel mezzo di ogni azione clou. Molto veloce, creatività 8, trova i buchi della difesa anche dove non ci sono, occhi e mani sempre sulla palla. Esperienza di gioco 5 allenamenti.
Elia:Nove anni, il giocatore perfetto. Intelligenza 10, creatività 7,più che altro è un tecnico, chiama schieramenti, paura del contatto -1, efficacia dei placcaggi 90%, chiama schieramenti, sprona i compagni, dà pacche sulle spalle anche a quelli a cui cade la palla perchè inciampano nei loro stessi lacci. Esperienza di gioco 3 anni.
Alessandro:Nove anni, ciccione, rosso paonazzo,biondo, stupido ma molto dolce. Gioco di peso, di sfondamento. Lui chiude gli occhi e con la palla in mano calpesta anche l'arbitro, quando fa meta gli vengono gli occhi lucidi di gioia. Placcaggio buono, non sempre efficace, ma quando li prende oh,se lo sentono. Esperienza di gioco 2 anni.
-Cosa ci fate qua?
Pietro dice che Matti è il suo migliore amico e non lo lascia solo e che suo padre è un dottore delle ossa.
-E allora vallo a chiamare dai.
Elia vuole solo guardare come sta il suo secondo centro. Alessandro vuole aiutare il suo amichetto narrando di aver visto in tv un servizio di un tizio che in una rissa si è rotto il setto nasale di cui la parte fratturata gli è entrata nel cervello uccidendolo.
-Ragazzi,ma che cazzo ci fate qua? Stiamo giocando in tre in meno! Siamo sotto di 6 mete, vi pare il caso di uscire dal campo così?!? Dentro!!!!!!!!
Loro chiaramente entrano in campo per chiamare tutti gli altri che vengano a vedere il sangue di Mattia.
-Ragazzi,in campo!!! Vi pare il caso!!! Si lo so arbitro, mo arrivano tutti, scusa. Anche dall'arbitro ci deve cazziare?! In campo, e voglio almeno vedere due mete!Sveglia!!
Arriva la mamma di Mattia-e mo son cazzi che volano, pensa la sottoscritta. Ma lei è una buona donna "Amore se facevamo un corso di taglio e cucito non capitava, son cose che capitano nel FUTBOL.." EH no!!! Eh no signora però!! Va beh. La sorellina sostiene che si pianterebbe un ago in un occhio ad un corso di taglio e cucito. Ci sta come tesi.
Il naso smette di sanguinare, Matti riprende colore, e inizia a tifare, carico perso. Vuol erientratre in campo per spezzare il ginocchio che ha tentato di spiegarmi come è finito sul suo ex bel nasino.
-No Matti lascia stare, sei stato straordinario, hai fatto un sacco di mete perciò va benissimo così, sono orgogliosa Matti, davvero.
Gli basta mezz'ora e Mattia si spegne. Col pacchetto di ghiaccio sul naso fissa il vuoto e a chi gli chiede se sia spaventato dice solo "NO, però c'era troppo sangue..."
La partita non è persa, di più. Luca, l'altro allenatore, urla ogni genere di bestemmia contro ragnetti pieni di terra sempre più in confusione, c'è chi si mangia la maglia, chi si schiera con l'altra squadra, chi passa il suo tempo in fuori gioco, chi cerca di allaciarsi le scarpe da dieci minuti almeno. Chi canta hanno ucciso l'uomo ragno, chi guarda la partita del campo di fianco.
E intanto dall'altra squadra grandinano mete.
L'altra squadra è il Cus Torino, hanno tre squadre diverse per ogni categoria perchè sono troppi, tutti enormi, tutti vestiti di nero, non ne sbagliano mezza, allenati da un tizio che penso li chiami SOLDATO BIANCANEVE o PALLA DI LARDO. Prima di giocare contro di loro ogni volta ci sono bambini che scappano in lacrime, perchè non vogliono perdere. Nemmeno il naso.
La partita finisce, tutti negli spogliatoi. La giornata finisce, anche per l'allenatrice Valeria, che sale sul suo magico macchinone senza salutare nessuno. Il padre di Pietro sostiene che il naso non fosse rotto, il medico del posto dice di si. La madre è preoccupata, ma non stupita, e non ce l'ha con me se non altro.
Valeria torna a casa e si sente in colpa. Lei non stava guardando quando è successo, lei gli ha detto di mollare la palla sono quando si è sicuri di lasciarla ad un proprio compagno in consegna, lui non ha lasciato la palla agli avversari e ha spalmato il suo bel nasino su un ginocchio nero. E le mie mani e i miei pantaloni ora erano sporchi del suo sangue. Male, non mi piace che finisca così.
E Valeria stasera per scrivere questo stupido pezzo non l'ha chiamato per sapere come stava.
Ma se l'avesse fatto avrebbe voluto che Mattia fosse adulto per cinque minuti per capire queste parole:
Non fa male Matti, non fa male. E' il rugby, è sangue.E' un gioco veloce, di attimi, di scatti, di fotografie perfette che montano l'armonico film di un'azione perfetta. Ma non tutti i momenti sono perfetti. Lo diventano solo se il finale è una meta. E non è stato il tuo caso Matti, il tuo momento non è stato perfetto, è stato uno dei tanti non perfetti che sanno di terra e di sangue ma che rendono ancora piu perfetti i miglioramenti, le mete. Tu oggi sei stato nella foto sbagliata, ma non ti spaventare. Si chiama caso, non farti spaventare da lui e torna a giocare, per favore. Se facevi un corso di taglio e cucito non capitava, ma tu hai fatto la scelta giusta, questo è lo sport, questa è la metafora di vita. E tu sei la mia promessa magica. Perchè nella mia breve carriera di allenatrice ne ho viste poche di fotografie perfette, Elia, Paolo, Stefano, Sebastiano, Enrico, Noah, ma oggi lo sei stato tu, il mio orgoglio. La tua corsa, un pò laterale,ma buona, i tuoi occhi che fissano sempre là, dopo la linea. Non è da tutti sai, puntare là.. alla tua età puntano tutti al punto dietro l'avversario, ma voi promesse no, vi riconosco perchè voi fissate la meta. E' stata solo una polaroid non asciugata bene, quel nasino che sanguinava. Capita. Ma non ti spaventare Matti, non smettere di giocare, per favore. Ci vediamo sabato pomeriggio allora eh, Matti? Ciao..
TU TU TU TU..