mercoledì 6 gennaio 2010

inizia a correre

Un giorno un uomo saggio mi mise di fronte al quadro generale. E mi spiegò che ci vuole qualcuno che ti ci metta di peso, davanti al quadro generale, quasi mai siamo in grado, autonomamente, di vederlo, e comprenderlo. Il più delle volte, soggiunse, non ci si vuole soffermare davanti al quadro generale.
Si ha paura che il quadro generale offra soluzioni. E le soluzioni sono il più delle volte semplici, banali, palesi. Sono case disegnate da bambini. Quadrato. Triangolo.
Quando non si è in grado di vedere le soluzioni è solo perchè non si è ancora stati in grado di riconoscere i problemi.
Quando non si vuole contemplare la necessaria perfezione del quadro generale è perchè questo offrirebbe soluzioni, e chi non ha ancora ammesso a se stesso l'esistenza e l'essenza dei problemi, non è pronto per le soluzioni.
Nella mia mente ci sono molte più soluzioni, che problemi. E questo è un problema.
Finchè pensi alla fitta alla milza, alle scarpe scomode, al freddo che ti taglia la faccia, le orecchie, che ti prosciuga la gola, alle ginocchia che ti si slogano affondando nella neve come in sabbie mobili..finchè pensi a tutto ciò come a possibili conseguenze dell'affrontare un problema, è perchè non stai vedendo il problema.
Finchè pensi all'affanno di una eventuale fuga, non ne vedi l'imprescindibilità.
Il problema comunque crescerà, e si avvicinerà, anche laddove tu non lo veda, o non accetti di averlo visto, o fai finta di niente. Non aspetta che tu corra, per correre.
Finchè vorrai pensare che quel fiato caldo che ti senti sul collo sia l'arrivo della primavera, non ne avrai paura. L'arrivo della primavera non è un problema, non cercherai soluzioni.
Solo quando ti accorgerai, e accetterai, di essere inseguito, inizierai a scappare. Solo allora inizierai a correre. Solo allora.
E presumibilmente non sarà troppo tardi.
Mi disse un giorno un uomo saggio.

giovedì 3 dicembre 2009

l'ironia e la saponetta

Qualcuno sarà memore dell'incastratura della mia schiena in versione spagnola.
La versione spagnola contempla tra le altre cose il fatto che la sangrìa facesse passare tutto, compreso il dolore fisico, compreso il dolore fisico correlato alla spiaggia di notte, che comprende, a sua volta, sabbia (ergonomica si, ma tanto dolore), umidità, e freddo, dovuto al fatto che il male alla schiena non era dovuto al fatto che mi fossi portata in giro il mio adorato zainone. Insomma,ero senza felpe, cazzo.
Comunque.
Al momento la fortunata sottoscritta si trova a letto, nella ridente residenza lavorativa di via Ascanio Sobrero, impossibilitata a muovere un qualsivoglia muscolo perchè qualunque iniziativa motoria si risolve in due serramanico che clic, si aprono e le si piantano nelle fossette di Venere, e anche un pò più su.
La parte carina è che ogni volta mi lamento, esce un gemito tipo gattinochiusoincantinadatregiornichestamorendodisete che però nessuno può sentire, che perciò non mi fa cogliere l'utitlità dell'istinto primordiale della richiesta di aiuto senza intenzione sotto forma di versi come risposta al dolore.
Ma in ogni caso, anche se riderci su non mi viene molto facile, ho ritenuto degno di nota l'episodio clou di questa storia.
(un ringraziamento ai miei coinquilini i quali con le risate incontenibili di quando gliene ho parlato mi hanno fatto riflettere sull'ironia della sorte di questa cosa.)
Ora, pensate a questo abbinamento di fattori, fatevene un'immagine.
Concentràti:
mal di schiena, doccia, colpo della strega, persona (neutra, va' bene di qualunque sesso) piegata a novanta gradi, senza la possibilità di muoversi, ripeto doccia e
....rullo di tamburi...
saponetta.
Già.
La cosa si è svolta in questi termini.
Valeria torna da un'odissea automobilistica per le strade di Torino, tra traffico, infrazioni che se non fai anche tu la gente ti fa dito perchè ovviamente ti metti tra loro e il loro orgoglio italiano per aver trovato un modo truffaldino per fare più in fretta, una macchina non tua con una firzione che dopo aver schiacciato col piede devi anche risollevare da sotto perchè si incastra, e parcheggi a pagamento che costano più che comprarti un garage al giorno.
Valeria sale in casa, e già la schiena non sta bene, ma quel fastidio al basso dorso sopportabile è così da due settimane percui sti cazzi, non farci caso e non esiste. Come la crisi economica.
Il tutto correlato ad un modesto male al ginocchio, sul quale la suddetta frizione non ha avuto un buon effetto. Ma anche qua il metodo affrontalocomelacrisieconomica potrebbe funzionare.
Al che mi reco in camera, mi spoglio, senza eccessive difficoltà, entro in bagno, lamentandomi con i miei coinquilini del fastidio alla schiena. Tizio e Caio. Tizio e Caio stanno guardando una puntata di Flash Forward e si stanno al loro volta lamentando di Sempronia la quale traduce simultaneamente dal giapponese ciò che la tv risolve coi sottotoli. Allora Sempronia, oggetto di insulti e gentili inviti a tacere di ogni forma e colore si volta verso di me e mi suggerisce -mettiti sotto l'acqua calda calda, avrai preso un colpo di freddo e il calore scioglie bene i muscoli, se sono tesi. Si dai, credo che abbia senso.
Ma la scena tragicomica sta per consumarsi.
La successione degli eventi è stata questa:
-apro l'acqua, aspetto che la temperatura sia quella perfetta ed entro
-(immensa sensazione di piacere, che meraviglia, la doccia)- non credo si possa qualificare come evento, da qui la parentesi
-mi inclino leggermente in avanti in modo che l'acqua mi batta proprio su quella zona della schiena che già sta rischiando di prendere fuoco da sola
-dopo dieci minuti di puro godimento dei sensi, dato cher mi stavo per addormentare, cullata dolcemente dal calore e dal massaggio dell'acqua decido che è ora di iniziare a lavarmi
-ERRORE (col senno di poi), è lì che ho sbagliato tutto (il commento fuori campo dice Eh no! Eh no! E' lì che sbagli!!
-mi piego per raccogliere la saponetta, per terra
-coltello, coltello, coltello, coltello.
Valeria non si riesce più a muovere. Cazzo.
Dolore puro, era da un pò che non ne sentivo, di dolore del genere. Da piangere.
Però intanto il pubblico di sottofondo delle fiction americane (che è sempre composto delle stesse trenta persone, per ogni telefilm) applaude e ride di gusto, per notificare ai telespettatori che ehi, questo fa ridere, dovete ridere!
Insomma, mi trovo nella doccia, piegata a novanta, per aver voluto raccogliere una saponetta, dopo aver cacciato un urlo di dolore, e non mi posso muovere.
Applausi.
E' straordinario.
Cioè è una di quelle occasioni in cui ti chiedi se davvero possa succedere qualcosa di simile.
Ironia autorealizzantisi. La scena perfetta.. Come vedere qualcuno che scivola su una buccia di banana. O come le scene in cui uno lancia del cibo a mensa a scuola al suo compagno,lui si sposta e il cibo colpisce il prof. O come la scena del lenzuolo di Trainspotting.O come una ragazzina di 45chili che vuole giocare a rugby e dopo trenta secondi della prima (e ultima) partita della sua vita si sfascia un'articolazione.
E' straordinario.
Le fasi successive hanno visto la sottoscritta restare ferma immobile in quella posizione per dieci minuti, per poi riuscire pianerrimo ad alzarsi, uscire, asciugarsi e andare a morire sdraiata sul letto, spiaggiata come una balena che abbia fatto indigestione di burattini, al punto di diventare di legno. Situazione nella quale si trova tutt'ora, tra Aulin e mille cose da fare che però dovranno aspettare almeno altri due Aulin. E tra mille cuscini posizionati al millimetro per limitare il dolore il più possibile, tipo un domino che se ne sposti uno questo sfiorerà un punto della schiena che non deve e le vertebre, cadendo l'una sull'altra, formeranno un disegno nuovo.
Il fatto di aver provato a spiegare il mio problema con gli occhi lucidi di lacrime dal male ai miei coinquilini e averli visti spaccarsi dal ridere fino alle lacrime credo mi sia venuto incontro, comunque. Ho riso.
(N.B. ridere fa malissimo. Ah ah ah ah!-clic- coltello, coltello.)
L'ironia della sorte è qualcosa di straordinario.
Forse era Pirandello che ci diceva che ciò che fa ridere è il grottesco, è ciò che esagera, storpia il reale, è una fotografia fatta con grandangolo alla vita di tutti i giorni, rendendola tanto brutta da farci ridere.
Beh, la mia schiena non ne ha avuto bisogno.. Qualcuno ha inventato e descritto come divertente questo sketch molte volte prima di me, ma perchè continui a funzionare, continui a far ridere, ci deve essere qualche stronza come me che gli faccia mantenere contatto con la realtà. Che lo mantenga attuale e vivo. Eccomi, sono lo strumento della comicità, oggi.
Senza prendere il primo Aulin di stamattina non sarei nemmeno riuscita ad alzarmi per prendere il portatile e scrivere questa divertente storiella. Per descrivere quanto questa realtà non abbia bisogno di essere esagerata o storpiata per far ridere.
Quindi per favore, ridete un pò di me anche voi, così questo Aulin sarà servito a qualcosa..!


Si ringraziano per la collaborazione la frizione, lo shopping, il tentativo di massaggio risolutivo di Mauri,l l'acqua calda e chi l'ha consigliata, il sedile poco comodo, le sedie delle aule di Palazzo Nuovo, i miei piedi piatti, le saponette mai sul posrtasaponette ma sempre per terra,la mia borsa sempre pesantissima di libri,i tram in cui si sta in piedi, il nuoto che non ho mai praticato,i miei genitori che mi hanno fatta con la lordosi, i colpi di freddo, quindi il freddo, le cannottiere che costano troppo e chiunque o qulunque cosa io mi sia scordata e si senta legittimamente possibile concausa dei miei patimenti.

martedì 1 dicembre 2009

Anche un orologio rotto segna l'ora giusta, due volte al giorno.

le foto e la fisarmonica

cazzeggio.

Le giornate di sole in inverno sono stupende, soprattutto quando va' giù la luce, verso queste ore.

Ho guardato delle foto su facebook. Diabolico strumento quello, e immensamente stupido, usa te stesso, i tuoi sentimenti, i tuoi ricordi, i tuoi nomi, senza aggiungere nulla, per farti credere di provare qualcosa di nuovo. Tenta di dare ordine alla realtà che ti circonda per preordinare anche le tue emozioni. Stupido strumento.

Fuori in strada suona una fisarmonica.
Passa quasi tutte le sere e sempre la stessa melodia entra dalla finestra. Sempre la stessa. Ha un suo ritmo, ma è triste, è malinconica. Mi fa venire in mente un vecchio con addosso vestiti pesanti e sporchi e scuri che cammina lentamente cercando la donna che ha sempre amato in una città in cui sia sicuro di non trovarla. In un mondo in cui lui sa che lei non c'è.
In un tempo in cui sa che non può esistere. Il ritmo di quella camminata è il ritmo di questo tempo.. è un valzer direi. La sta cercando davvero forte però. Chissà se ci crede.
E' la malinconia, la nostalgia, l'amaro e il sogno. E la bellezza di queste cose, sono le note di questa fisarmonica.

E intanto guardo delle foto.
Ho sempre avuto dei problemi con le foto, fanno davvero male alla mia psiche contorta, la deviano, la ammalano, la mettono su un aereo con un biglietto senza destinazioni. Affascinante, pericoloso e estremamente malinconico e triste.

Ci sono due persone che sorridono, vicine. Hanno occhi grandi, e credo si àmino. Cioè, credo che loro lo cerdano, quindi non vedo perchè non dovrei crederci pure io. E' quanto questa foto mi mostra. Quel momento.. quel momento è esistito davvero, per un attimo, quegli sguardi sono stati veri, si potevano toccare, quegli sguardi.

Eccomi, rotolo giù per le scale del mio cervello.

Sono esistiti quei colori, ma nessuno ha fatto caso all'istante in cui la foto è stata scattata probabilmente. Un dito da premere su un tasto, una posizione da mantenere.
Fermi. Ok, via, fatto.

E quel momento a cui non ha fatto caso nessuno, ora sta qua, e mi guarda. Le foto immobilizzano il tempo, e di quel momento resta la fotografia. Come se quel momento fosse sempre solo stato fotografia. Fermo un attimo...Ok, fermo per sempre.

I colori sono belli, gli occhi sono chiari- i colori sono vivi. Credo fosse un tramonto.

Le fotografie mi fanno sempre impressione. Non sono capace di guardare le fotografie. Ci vedo troppo, le sopravvaluto. Non le vedo solo per quello che sono, e cerco di dargli realtà.

Guardare fotografie con questa musica di sottofondo, d'inverno, il primo di dicembre, al tramonto, è quanto di più patetico si possa fare. A parte lo scrivere un post a riguardo, che supera proprio se stesso.
E va beh

lunedì 23 novembre 2009

quando valeria scopre che il testo più lungo della storia le piace da morire

1 per il sesso 2 per la cicogna
3 per il ruscello 4 per la fogna
io sono l'MC il cerimoniere
sono la metresse
sono il pasticcere
giova a me jova a te jova a tutti quelli che
ci vogliono stare dentro
alla periferia di nessun centro
sono a metà strada nella selva oscura
1 per la tecnica, 2 per la natura
cerco il mio virgilio
morto di overdose
cerco la beatrice ma oggi ha le sue cose
cica cica bum ho una cicatrice
sembra un tatuaggio sai che cosa dice
fin qui tutto bene quindi procediamo
1 per il pesce, 2 per l'amo
sono il pescatore a mia volta pescato
sono il peccatore e sono il peccato
chi inventò il dubbio che gli spaccò il culo
si sta così bene quando si é al sicuro
faccia sotto al sole verità in tasca
come un pesce d'allevamento dentro una vasca
crescere é un problema disse il bonsai
il baobab rispose accontentati di quello che hai
chissà perché rispose il piccoletto
sono sempre i grandi a fare il pistolotto
uno per il baobab due per il bonsai
tre per chi sempre quattro per chi mai
jova a me jova a te giova a tutti quelli che
ci voglion stare dentro
cica cica bum altra cicatrice
sembra un tatuaggio sai che cosa dice
fin qui tutto bene quindi andiamo avanti
uno per chi pochi due per chi tanti
date al diavolo un bimbo per cena uno due tre ragazzini
date al diavolo un bimbo per cena dieci cento mille bambini
luce stroboscopica lampada di wood
verbi irregolari understand understood
danze figurate marce militari
uno per la polvere due per gli altari
io sono una piazza io sono una strada
io sono il cavallo io sono la biada
io sono nessuno tranne per qualcuno
e traun pasto e l'altro, per protesta digiuno
onda dopo onda cambio il mio contorno
io sono la pizza io sono il forno
troppa pastasciutta mi può strangolare
troppa informazione mi fa sragionare
troppa libertà mi ha fatto inceppare
troppa verità mi ha fatto impazzire
io sono clark kent, sono superman
ho i superpoteri quanto parte la jam
il mondo é la mia casa il cielo é il mio tetto
ho perso le chiavi sto qui fuori e aspetto
guardo dentro al buco pezzi di nirvana
fuggo da un eterno finesettimana
uno per lo yoga due per la scintilla
tre per l'antibiotico quattro per la villa
giova a me jova a te giova a tutti quelli che
credo in un solo dio madre onnipotente
creatore di chi crede e di chi non é credente
uno per l'oriente due per l'occidente
tre per il messaggio quattro per il mittente
niente più carezze disse il bagnasciuga
grattami la schiena disse la tartaruga
ho il mio cucchiaino io per travasare il mare
fin qui tutto bene posso continuare
ho una cicatrice sembra un tatuaggio
sai che cosa dice avanti coraggio!!!! jova a me jova a te
alla periferia del centro commerciale
alla periferia della periferia del mondo occidentale
alla periferia del genere musicale
alla periferia del circolo polare artico
alla periferia del mondo celtico dell'equatore
del meridiano zero alla periferia del planisfero
alla periferia delle autostrade delle foreste delle contrade
alla periferia della sinistra e della destra
alla periferia del davanzale della mia finestra
alla periferia degli stati delle nazioni
al centro delle sensazioni e delle emozioni
alla periferia del vento alla periferia dell'uomo del momento
alla periferia dell'intervento
alla periferia della contemplazione
al centro della sensazione dell'emozione
datemi un catalogo di tutto ciò che esiste
le cose viste e quelle non viste
il ritmo é politico convoglia i movimenti
pensieri di sostegno sennò digrigno i denti
io sono pinocchio mi si allunga il naso
sono come un'anatra nuoto dentro al caso
e prego non perché dio esiste ma perché dio esista
se non vedi l'ora vai dall'oculista
il mondo sta cambiando in questo non é mai cambiato
guardami un secondo sono già invecchiato
plastica facciale assicurazione
1 per il cuore 2 per la ragione
sole e luna bionda e bruna
fila di cammelli davanti alla cruna
tutti in paradiso chi bene chi male
solo certi ricchi in paradiso fiscale
cica cica bum ho una cicatrice
sembra un tatuaggio sai che cosa dice
il mondo é una domanda aspetta una risposta
ogni luogo é un divieto di sosta
l'equibrio statico é un calcolo dinamico
eccoti un coltello cazzo non ha il manico
quindi stai attento che puoi farti male
ho una conoscenza dimmi quanto vale
sono un chacchierone santa inquisizione
giudicami eretico mettimi in prigione
martiri del rap vivi per miracolo
come un cavallo io salto l'ostacolo
fino a che l'ostacolo é più alto di me
in questo caso incolperò te
seni in silicone maschere di fango
fa una grande ombra l'albero di mango
sono omologato son colonizzato
ma se ti avvicini puoi sentire il mio fiato
tutta roba vera pane e companatico
sono calamita zero elettrostatico
c'era sergent pepper io stavo nascendo
un capolavoro sai che cosa intendo
un giorno nella rete io c'ho incontarto un pesce
subito mi ha detto tu sai come s'esce
gli ho risposto no forse lo sai tu
e ci siamo messi a guardare la TV
chi conosce il mare lo sa rispettare
molti marinai non sanno nuotare
chi conosce il ritmo sa che il tempo vola
va più veloce di una bollicina nella coca cola
se io fossi eletto già nel primo mese
fonderei il ministero delle sorprese
tutte positive naturalmente
é il tuo compleanno improvvisamente
son l'ambasciatore di un posto migliore
sono il diplomatico del rumore
ministro delle poste e comunciazioni
buono tra i cattivi cattivo tra i buoni
ho una cicatrice resta sempre aperta
come la legge di domanda e d'offerta
dici tutto bene non ti preoccupare
ma ti vedo strana e non so che fare
1 per il letto due per il calore
3 per la forchetta 4 per l'amore
sono fatte di lacrime l'entrata e l'uscita
sono innamorato questa si che é vita
sentirò sto pezzo nel 2039
settantatre anni sarò chissà dove
mi prenderò a schiaffi se non sarò vivo
1 per chi ascolta 2 per chi scrivo
hai sentito un chack pronti tutti in scena
colazione e pranzo pomeriggio e cena
il senso della vita forse so qual'é
ora non ricordo ma io so che c'è
sta da qualche parte forse sotto a un sasso
anzi se lo trovi passalo qui in basso
1 per il ritmo 2 per la parola
3 per la strada 4 per la scuola
5 per chi insegna 6 per chi impara
7 per chi gioca 8 per chi bara
sono a metà strada nella selva oscura
uno per la tecnica due per la natura
date al diavolo un bimbo per cena
la parola fiore non ha nessun odore
la parola ritmo non ti fa ballare
vivere la vita fino ad ubriacarsi
essere presenti fino ad annullarsi
la parola magica é sempre la stessa
sim sala bim cara principessa
sono un italiano buongiorno buonasera
giro per il mondo esporto primavera
1 per l'inizio due per la fine
4 per il vento che passa sul confine
stemmi di famiglia impronte digitali
mappe del genoma feste parrocchiali
lame di machete code di comete
cibo per chi ha fame acqua per chi ha sete
amico per denaro denaro per amico
giacche da un milione foglie di fico
guarda l'orizzonte sembra verticale
guarda la mia faccia sembra carnevale
sovrannaturale piatto regionale
1 per la pasqua 2 per il natale
calorie in eccesso beta carotene
lecca quel gelato tra un secondo viene
quanta vita elettrica passa in questi cavi
partono per marte le nostre astronavi
si mangia e poi si vomita nelle ville patrizie
chissà che vita c'è fuori dalle notizie
hanno ucciso il re regna la sua corte
1 per il calcolo 2 per la sorte
porte sbarrate sacchi di sabbia
ci sta una tigre che é scappata dalla gabbia
tutto prevedibile anche l'incertezza
1 per il pugno 2 per la carezza
hote motel holiday inn
c'é molta violenza chiusa dentro ai cuori
quasi come quella che ci sta di fuori
l'esagramma quattro muta in ventisei
io sono la musica io sono il deejay
in fondo alla notte ci sta la mattina
arriva fino al mare l'acqua della piscina
io sono la forma sono il contenuto
io sono la bocca io sono lo sputo
io sono il vinile sono la puntina
io sono la presa e sono la spina
fontana di dolore albergo d'ira (petrarca)
scuola d'errori senti come gira
sopra questo ritmo mi ci spaparanzo
sono una scintilla sopra al fuoco danzo
sono peter parker sono spider man
volo tra i palazzi quando parte la jam
sono costantino di secondo nome
1 per il cosa 2 per il come
abito in collina sulla sugarhill
vendono i miei dischi anche all'autogrill
chica cica bum ho una cicatrice
sembra un tatuaggio sai che cosa dice
oggi tutto quadra apri quella porta
c'è una ciliegina sopra la mia torta
dioniso ed apollo sono i miei cugini
pippo ed eta beta sono miei padrini
1 per la fama 2 per la classifica
3 per la famiglia 4 per la critica
e chi pensa a me dai ci penso io
date al diavolo un figlio di dio
io sono le ossa io sono la pelle
e torno fuori a riveder le stelle
io sono un etrusco sono americano
vado verso ovest con il cuore in mano
il limbo é una danza é un luogo d'innocenti
é il fondale per fotografare le cantanti
mi batte il cuore forte forte forte
esplode in me la vita spalanca le sue porte
cica cica bum ho una cicatrice
sembra un tatuaggio sai che cosa dice
hai avuto culo in quell'incidente
ma non é detto che ti vada bene sempre
uno per il suono due per il vinile
3 per l'invenzione 4 per lo stile
guarda l'orizzonte disse il capo indiano
questo é il mio palazzo disse il sultano
io sono la zingara leggo la tua mano
o mio cavaliere portami lontano
cuore della tenebra mostrami l'orrore
cuore della luce mostrami l'amore
cuore del cocomero mostrami il sapore
cuore del computer mostrami il mio cuore (dovere)
erra sia chi sbaglia che chi é vagabondo
ma se io non erro non so com'é il mondo
se ci fossi il modo pagherei un milione
per ogni volta che mi eviti una dicisione
in meditazione medito la fuga
tanto prima o poi vince la tartaruga
per guardarsi dentro servono le tac
donale dei fiori ma che siano di bach
io sono shumaker dentro l'abitacolo
dammi un pò di ritmo che ti do spettacolo
il mondo é una jungla
io sono il dottor livingston
il mondo é un computer
io sono negroponte
se il mondo é da ballare
io sono fred astaire
e io sono keith jarret
se il mondo é un pianoforte
mi sono innamorato della vita
guardandola attraverso gli occhi dell'amore mio
così rotonda e così misteriosa
leggera profonda bellissima e paurosa
per niente pittoresca ne rassicurante
1 per l'orecchio 2 per il cantante
io sono una foglia attaccata a un ramo
prima di cadere ti dirò ti amo.

domenica 22 novembre 2009

i miei amici

I miei amici sono andati in Irlanda.
E io no.
Direi che questo post basta a se stesso, questa frase è autopoietica quasi, si riproduce uguale a se stessa. Ovvero produce amarezza, malinconia, invidia. Quanto ti rende brutto dentro l'invidia?
Va beh. forza amici, godetevi anche per me il posto più bello del mondo. L'angolo di universo più magico è vostro.
Verrà il giorno.
Buon viaggio, buon divertimento, buon ritorno

P.S. Per un po non sono riuscita a scrivere sul blog, e devo dire che mi sono piacevolmente resa conto che la cosa mi faceva sclerare! Ho bisogno di parlare con voi, ho bisogno di scrivere per voi. E questo è bene, per questo vi ringrazio.

lunedì 2 novembre 2009

questo post non parla di me, ne' di te

Cara persona che non esiste,
-credo tu non esista perchè in realtà sei tutti, stai dentro ognuno- sto facendo degli errori.
Sto facendo degli errori e vorrei riuscire a confessarteli, tutti, anche quelli che ho già fatto e quelli che so che farò. Vorrei confessarteli perchè sarebbe l'unico modo per smettere di farli, per provare a migliorarmi, se non altro venendo messa davanti ai miei difetti.
L'ammissione di un problema è il primo pgrande passo, quello definitivo, ma non è senso di colpa. Non è catarsi. E' richiesta di aiuto. E' richiesta di un giudizio che ti faccia sentire da qualcun'altro -che non sia te stesso- che stai sbagliando.
Io già lo so. E so anche che me lo diresti anche tu.
Quindi forse in effetti non ho poi così bisogno di te, cara persona che non esiste. Sei un po' in chiunque, cara persona, anche in me, perciò sarebbe banale sentirti parlare.
Non ho bisogno di te se no ti darei un'identità, una qualunque, che sarebbe anche veritiera in ogni caso. Ti darei un nome, una faccia.
Ma non lo faccio, non l'ho ancora fatto, perciò non ho ancora bisogno di te.
Sappi solo che sto facendo degli errori.
Ma non esisti ancora, finchè io non voglio farti esistere. Quindi forse, finchè non sai, non esistono nemmeno i miei errori.
Ciao caro amico che non esisti. Grazie di non esistere.
A presto.